A QUELIMANE SI È TENUTA LA PRIMA FIERA AGROECOLOGICA!

La prima fiera agroecologica della Zambezia si è tenuta a Quelimane il 7 e 8 settembre ed è stata organizzata anche grazie al contributo di due progetti gestiti da Mani Tese: Quelimane agricola, co-finanziato dall’Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, e Cibo locale, cibo sano, co-finanziato dalla Regione Emilia-Romagna. Gli agricoltori beneficiari degli interventi […]

La prima fiera agroecologica della Zambezia si è tenuta a Quelimane il 7 e 8 settembre ed è stata organizzata anche grazie al contributo di due progetti gestiti da Mani Tese: Quelimane agricola, co-finanziato dall’Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, e Cibo locale, cibo sano, co-finanziato dalla Regione Emilia-Romagna.

Locandina mozambico mani tese 2019

Gli agricoltori beneficiari degli interventi hanno potuto vendere i loro raccolti (manioca, fagioli, pomodori….); i gruppi teatrali RetratistasRelâmpagos si sono esibiti in uno spettacolo che ha avuto come focus la promozione di prodotti locali; la band musicale Os Manos ha cantato “Nalime!” – un pezzo scritto appositamente per Mani Tese per sensibilizzare la popolazione sul consumo di prodotti locali, sani e nutrienti; la fondazione FDC e le associazioni Esperança e Nhenhele hanno realizzato due showcooking con ricette zambeziane riviste per essere ad alto valore nutritivo, e molto altro…

Anche l’arcobaleno ha fatto capolino per celebrare l’importanza di questa manifestazione per la popolazione della Zambezia.

Scopri di più nelle nostre foto!

Verso la Climate Week: tutti gli appuntamenti di Mani Tese!

Gli eventi di Mani Tese in occasione della Climate Week (20-27 settembre), che si concluderà con la partecipazione al Terzo Sciopero Globale per il Clima.

“Settembre sarà un mese caldo per chiunque si batta per la salvaguardia della vita sul nostro pianeta” scrive Fridays for Future Milano in occasione del lancio della Climate Action Week (#weekforfuture): un’intera settimana di mobilitazione per portare il tema della crisi climatica al centro dell’attenzione e per mandare un messaggio chiaro ai leader mondiali che parteciperanno il 23 settembre al Climate Action Summit dell’ONU.

Dal 20 al 27 settembre la Settimana per il Futuro e per la Giustizia Climatica vedrà gruppi di ambientalisti e attivisti organizzare tantissimi eventi fra cui il terzo Global Strike For Future, un’ondata di scioperi per il clima che coinvolgeranno oltre 150 Paesi e più di 2000 città, di cui 150 solo in Italia con la partecipazione di giovani ma anche di adulti.

A Milano, in particolare, un’ondata di attivisti di tutto il mondo parteciperà alla Climate Week organizzata da Milano per il Clima con una serie di eventi imperdibili di carattere ambientale.
Milano per il Clima nasce dalla volontà di alcuni volontari, provenienti da associazioni come Mani Tese, Greenpeace, Legambiente e tante altre, di creare una rete con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità sui temi della giustizia ambientale e sociale.

Mani Tese prenderà parte attivamente alla Climate Week attraverso due eventi a Milano e la partecipazione al Global Strike for Future.

Giustizia ambientale e giustizia sociale per Mani Tese sono infatti da sempre due facce della stessa medaglia. Da oltre cinquant’anni Mani Tese è impegnata in progetti di cooperazione internazionale nel Sud del Mondo sia per salvaguardare l’ambiente sia per tutelare i diritti delle popolazioni locali. Ed è proprio alla giustizia ambientale e all’emergenza climatica che Mani Tese ha deciso di dedicare l’ultimo numero del suo giornale.

Gli appuntamenti di Mani Tese per la Climate Week

Ecco tutti gli appuntamenti di Mani Tese in occasione della Climate Week, che si concluderanno con la partecipazione al Terzo Sciopero Globale per il Clima a Milano e Catania.

24 settembre | h. 19.00
Aperitivo solidale: DRINK-GREEN-THINK: Brindiamo per il pianeta! 
presso C.I.Q. Centro Internazionale di Quartiere (Ex cascina Casottello) a Milano
In collaborazione con Milano per il Clima, i volontari di Mani Tese organizzano un aperitivo solidale per sostenere il progetto dell’Ong “IMARISHA!Energie rurali per la lotta al cambiamento climaticoe la salvaguardia dell’ambiente” e per sensibilizzare la cittadinanza sulle problematiche ambientali.

(Vedi locandina sotto. Scarica qui la versione PDF)

26 settembre | h.19.30
CINEFORUM: “THANK YOU FOR THE RAIN”
presso la sede di Mani Tese di Milano
Proiezione gratuita del film relativo agli effetti del cambiamento climatico sulla vita di una famiglia kenyota, seguita da un dibattito sulle tematiche affrontate.

Guarda il trailer

(Vedi locandina sotto. Scarica qui la versione PDF)

27 settembre
GLOBAL STRIKES FOR THE PLANET 3.0: Manifestazione per il Clima
Scendi in piazza con noi a manifestare per la GIUSTIZIA AMBIENTALE:
A MILANO,  h.18.00 presso L.go Cairoli.
A CATANIA, h. 9.00 presso Piazza Roma.

SIETE TUTTI E TUTTE INVITATI/E CALOROSAMENTE A PARTECIPARE!

PROGETTO FORESTE: IN MOZAMBICO RIPARTONO I LAVORI PER CREARE SVILUPPO

In Mozambico, grazie agli sforzi dello staff di Mani Tese e dei collaboratori ripartono le attività produttive dopo il passaggio del Ciclone Idai

Nei mesi di maggio, giugno e luglio 2019 il progetto FORESTE in Mozambico, cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, ha ripreso a correre dopo le difficoltà incontrate in seguito al passaggio del ciclone IDAI. Gli sforzi compiuti per recuperare terreno sono stati straordinari e, anche grazie all’aiuto di nuovi collaboratori mozambicani, sono state portate a termine numerose attività.

A maggio sono ripartiti i lavori per finire le stalle e i pollai comunitari e, ad oggi, tutte e 10 le comunità hanno almeno una stalla e un pollaio. Ora dobbiamo solo attendere l’arrivo degli animali.

A giugno è partita la costruzione di 10 silos comunitari.

I silos sono importantissimi in quanto forniscono un luogo idoneo e sicuro per raccogliere il tesoro di ogni contadino, ovvero il proprio raccolto. Avere un posto sicuro per raccogliere la propria produzione permette alla famiglia di conservare le sementi per la prossima semina, il cibo per la propria alimentazione e il raccolto per poterlo vendere quando il prezzo sul mercato comincerà a salire.

Questa attività di conservazione della produzione alimentare ha preceduto la formazione realizzata in agosto da Mani Tese, in collaborazione con Agri Visão Africa, per formare i contadini delle nostre comunità su come migliorare la commercializzazione dei prodotti agricoli. Ogni comunità avrà un proprio business plan che indicherà i modi più remunerativi per vendere i propri prodotti nelle comunità, nel distretto di Mocubela o in altri distretti.

Moda e consumi: ancora scarso l’interesse alla sostenibilità

I risultati del sondaggio di Mani Tese realizzato durante l’installazione “The fashion experience” nella capitale della moda

Disattenti e poco interessati al modo in cui un capo è stato prodotto. È la fotografia del consumatore di moda che emerge dal sondaggio realizzato da Mani Tese durante l’installazione interattiva “THE FASHION EXPERIENCE – la verità su quello che indossi sottoposto a oltre 4000 visitatori e visitatrici prima del loro ingresso all’evento.

I risultati del sondaggio

 
Dall’indagine di Mani Tese emerge che il 56% dei consumatori si chiede poco o per nulla in che modo siano stati prodotti i capi. C’è tuttavia un maggiore interesse per la provenienza, a cui pone attenzione il 60% del campione.

Ben il 79% non acquista capi usati mentre, per quanto riguarda le motivazioni d’acquisto, solo il 35% degli intervistati cita, fra le motivazioni della scelta di acquistare un capo, se questo sia prodotto in modo sostenibile. La maggior parte delle persone acquista un capo perché gli sta bene addosso (82%), perché è economico (56%) o perché è alla moda (47%).

“Quando abbiamo deciso di realizzare THE FASHION EXPERIENCE volevamo rivolgerci al grande pubblico per sensibilizzarlo sulle conseguenze sociali e ambientali della cosiddetta fast fashion, la moda ‘usa e getta’ – dichiara Giosuè De Salvo, Responsabile Advocacy, Educazione e Campagne di Mani Tese I dati del questionario non sono per noi inattesi ma di certo neppure confortanti. Ci auguriamo che, in seguito alla visita alla nostra installazione, il grado di consapevolezza sulla sostenibilità delle proprie scelte di consumo sia cresciuto. Di certo l’interesse suscitato e la presa di coscienza sull’impatto della filiera tessile è stato palpabile ed evidente”.

“Colpisce – prosegue De Salvoche il 60% del campione sia risultato attento alla provenienza geografica del capo. Un dato che forse rispecchia la convinzione diffusa che l’attenzione alla provenienza, da sola, sia sinonimo di attenzione ai diritti dei lavoratori e dell’ambiente. Purtroppo non è così in quanto le filiere tessili sono globali dunque le fasi di lavorazioni risultano dislocate in decine di Paesi differenti”.

“Altro dato significativo è la scarsa percentuale di persone che acquistano abiti usati – conclude De SalvoC’è sicuramente un grande lavoro da fare per far conoscere questa buona pratica, evidentemente ancora scarsamente diffusa anche in una grande città come Milano”.

Il decalogo della Slow Fashion secondo Mani Tese

 
Durante l’installazione THE FASHION EXPERIENCE, Mani Tese ha diffuso un decalogo con pochi e semplici e consigli per poter iniziare un percorso di consumo consapevole anche nell’ambito della moda.

  1. Compra meno cose e indossale molto di più. Puoi farlo se acquisti capi di qualità e fatti per durare nel tempo.
  2. Il tuo stile personale è come te: unico! Non devi per forza seguire le mode stagionali per esprimere la tua identità.
  3. Evita l’acquisto d’impulso: nella maggioranza dei casi è destinato al fondo dell’armadio!
  4. Impara a leggere le etichette e le certificazioni di qualità ambientale e sociale, sapendo che non potranno mai dire tutto del capo che stai per acquistare.
  5. Informati sulle tue marche d’abbigliamento preferite e fai sapere loro che per te sostenibilità e trasparenza sono importanti.
  6. Scegli tessuti in fibre naturali e, se proprio devi comprare tessuti sintetici, preferisci quelli ottenute dal riciclo di materiali plastici.
  7. Evita lunghi spostamenti in auto da un negozio all’altro: muoviti a piedi o in bici per fare shopping oppure acquista on line in modo consapevole.
  8. Scopri il fascino dei negozi vintage, dell’usato e delle nuove proposte del commercio equo e solidale.
  9. Indossa capi re-fashion, rimodellando e rimodernando i tuoi vecchi capi.
  10. Scegli se vuoi applicare uno o più di questi suggerimenti e ricorda che non esiste un modo unico di essere consumatori consapevoli. Proprio come non c’è un modo unico di vestirsi e di dare il proprio contributo affinché il mondo diventi un posto migliore.

decalogo fashion experience mani tese 2019

INDIA, IN TAMIL NADU NASCE LA ZONA LIBERA DA LAVORO MINORILE

“Nessun bambino/a dovrebbe lavorare; ogni bambino/a deve andare a Scuola!” (“No child should work; every child must be in school”). Con questo slogan il municipio di Tiruppur in India, nello Stato del Tamil Nadu, ha siglato la Dichiarazione di Zona Libera dal Lavoro Minorile (Child Labour Free Zone). La Dichiarazione è stata siglata il 27 […]

“Nessun bambino/a dovrebbe lavorare; ogni bambino/a deve andare a Scuola!” (“No child should work; every child must be in school”). Con questo slogan il municipio di Tiruppur in India, nello Stato del Tamil Nadu, ha siglato la Dichiarazione di Zona Libera dal Lavoro Minorile (Child Labour Free Zone).

La Dichiarazione è stata siglata il 27 giugno e celebrata con un grande evento, che ha coinvolto molte delle maggiori personalità politiche delle dieci circoscrizioni del Consiglio Municipale di Tiruppur.

Un’iniziativa resa possibile grazie all’impegno del nostro partner storico in India, la ONG SAVE con cui promuoviamo il progetto “Combattere e prevenire le schiavitù moderne in Tamil Nadu”  e con cui quest’anno abbiamo organizzato uno scambio culturale fra ragazze italiane del Liceo Cairoli di Vigevano e ragazze indiane sul tema della filiera tessile. SAVE ha facilitato questo processo di consapevolezza da parte di una comunità che ora condanna il lavoro minorile, che si preoccupa e si occupa di far sì che tutte le bambine e i bambini frequentino la scuola.

L’India è il Paese con il più elevato numero di lavoratori sotto i 14 anni e la più alta percentuale di lavoro in industrie pericolose per gli adolescenti in età compresa tra i 15 e i 17 anni.

Più in generale, in India i bambini di età compresa tra i 5 e i 14 anni sono 259.6 milioni. Di questi, 10.1 milioni (3,9% del totale) stanno lavorando, svolgendo questa attività sia come occupazione principale sia come occupazione marginale. Inoltre, più di 42.7 milioni di bambini e bambine in India non sta frequentando la scuola. La filiera del tessile è la seconda al mondo per rischio di lavoro forzato e di lavoro minorile e il Tamil Nadu è uno dei maggiori produttori di filato al mondo con 2.297 impianti di filatura. (Fonte dei dati: ILO).

Il lavoro minorile impedisce ai bambini, alle bambine, ai ragazzi e alle ragazze di formarsi le abilità e guadagnarsi le competenze che hanno bisogno per crescere e per cogliere quelle opportunità, che consentiranno loro di avere un lavoro dignitoso da adulti!

La Dichiarazione siglata rappresenta quindi un messaggio importante, che vuole educare e coinvolgere TUTTI i cittadini: i genitori, i rappresentanti politici, i dirigenti delle imprese, i gestori dei negozi, i proprietari di casa, gli insegnanti. Tutti devono contribuire, a livelli diversi, a un impegno costante affinché le bambine e i bambini di Tiruppur abbiano l’opportunità di diventare grandi senza sfruttamento.

I punti della dichiarazione:

La nostra AREA è LIBERA dal Lavoro MINORILE, perché:

  • Nella nostra area, bambine e i bambini in età scolastica vanno a scuola;
  • I nostri genitori si preoccupano maggiormente dell’educazione delle loro figlie e dei loro figli;
  • Le nostre aziende NON assumeranno mai bambini e bambine;
  • I bambini e le bambine non vengono impiegati nei negozi;
  • Le nostre scuole assicurano il rispetto dei diritti delle bambine e dei bambini;
  • I nostri insegnanti non fanno nessuna discriminazione rispetto alle minoranze linguistiche dei propri alunni;
  • I rappresentanti dei Parlamenti dei ragazzi/e assicurano che tutti i bambini/e vadano a scuola;
  • I membri del forum di protezione dei diritti del bambino monitorano i diritti di educazione dei bambini e delle bambine;
  • I proprietari di casa si assicurano che i bambini e le bambine che abitano nelle loro case vadano a scuola;
  • VERGOGNA! I guadagni familiari che provengono dal lavoro dei bambini/e sono una disgrazia per le nostre famiglie!
  • I profitti portati dalle tenere manine di bambine e bambini recano vergogna all’intera famiglia.

 

 

IL FORUM DELLE DONNE RURALI DEL BURKINA FASO

Si è tenuto a maggio a Ouagadougou il forum delle donne della Fenafer-B, la Federazione delle donne rurali del Burkina Faso.

Di Giulia Polato, Rappresentante Paese Burkina Faso

 

I mesi di maggio e giugno in Burkina Faso sono stati particolarmente intensi. Per carità, il lavoro sul campo non annoia mai, ma gli ultimi tempi sono stati un vero tour de force…Tutto il contrario della filosofia “doucement doucement” (piano piano), così cara ai burkinabé!

A maggio, infatti, è avvenuto il passaggio di consegne tra la Rappresentante Paese di Mani Tese uscente, Wendy Lenarduzzi, e la nuova arrivata, ovvero io: Giulia Polato.

Tante cose da dirsi, da raccontarsi, da vedere e da spiegare, procedure da condividere, esperienze da riportare… Il tutto nel flusso costante di un progetto importante che continua, e che è arrivato alla fine della prima annualità: si tratta del progetto “Imprese sociali innovative e partecipazione dei migranti per l’inclusione sociale in Burkina Faso”, cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e dalla Fondazione Maria Enrica.

Sono molte le attività che stiamo realizzando o sono in corso di chiusura in questo periodo: i corsi di alfabetizzazione, le formazioni sull’accesso al credito e la progettazione del business plan per le 40 piccole e medie imprese selezionate dal progetto. Stiamo inoltre completando lo studio cartografico sui produttori agricoli urbani, la realizzazione di un impianto di irrigazione nel quartiere di Tanghin a Ouagadougou e al forum di Niamey nel mese di giugno è avvenuta la firma del Milan Urban Food Policy Pact da parte del comune di Ouagadougou.

Fra le attività svolte, rientra anche il forum annuale della Fenafer-B, la Federazione delle donne rurali del Burkina Faso, nostra partner nel progetto, che ha rappresentato un momento di scambio davvero importante per le aderenti alla Federazione. Essendo la Fenarfer-B una grande entità presente su tutto il territorio burkinabé attraverso numerose sottosezioni, è infatti faticoso trovare occasioni d’incontro a livello nazionale.

Il Forum, che si è tenuto il 29 maggio nella capitale, aveva come titolo “il consolidamento del ruolo istituzionale della Fenafer-B nelle regioni del Burkina Faso” e ha rappresentato un momento prezioso di confronto, durante il quale le partecipanti hanno condiviso i dubbi, le incertezze, i problemi, ma soprattutto le strategie, le possibilità e le soluzioni adottabili per continuare a lavorare insieme per far crescere la Fenafer-B.

Le donne hanno partecipato numerose (ben più delle 150 previste) con entusiasmo e voglia di mettersi in gioco, consce del proprio ruolo e del loro potenziale e consapevoli dell’importanza vitale dell’occasione che veniva loro offerta. Prese dalla frenesia quotidiana, infatti, e dai mille problemi concreti e urgenti (d’altra parte… c’est l’Afrique!), solitamente si fa fatica a prendersi del tempo per fermarsi e avere uno sguardo d’insieme.  Momenti come questo sono dunque preziosi per rafforzare lo spirito di gruppo e valorizzare l’importante lavoro, che spesso non viene riconosciuto, delle donne in ambito rurale.

Grazie al Forum, le donne hanno potuto fare un bilancio concreto e ad ampio respiro delle proprie possibilità, di ciò che sono state capaci di realizzare (anche grazie al progetto) e di ciò che potranno creare in futuro.

IN KENYA TESTIAMO I NUOVI IMPIANTI SOLARI

Fra il 23 e il 28 giugno è venuto a trovarci in Kenya, Rodolfo Pasinetti di Climate and Development Foundation, partner del progetto “Imarisha! Energie rurali per la lotta al cambiamento climatico e la salvaguardia ambientale” , cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. La missione di Rodolfo, incentrata sulle attività riguardanti l’energia solare […]

Fra il 23 e il 28 giugno è venuto a trovarci in Kenya, Rodolfo Pasinetti di Climate and Development Foundation, partner del progetto “Imarisha! Energie rurali per la lotta al cambiamento climatico e la salvaguardia ambientale” , cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

La missione di Rodolfo, incentrata sulle attività riguardanti l’energia solare prodotta da pannelli fotovoltaici, è una bella occasione per raccontare a che punto siamo con questa importante componente del progetto.

Innanzitutto, insieme a Rodolfo sono state ispezionate le scuole nelle quali abbiamo portato la luce, grazie alla posa di impianti fotovoltaici.

Ci siamo poi spostati presso la località di Mariashoni per testare l’impianto fotovoltaico del solar kiosk, un piccolo negozio che vende energia e servizi ad essa connessi alla popolazione del villaggio e per le attività dell’associazione locale MACODEV, realizzato il mese scorso. L’impianto da 4,5 KW permetterà lo svolgersi delle attività del kiosk, fra cui la ricarica dei cellulari e un piccolo internet point. Ma servirà anche a dare energia alla guest house e alla radio locale di Mariashoni. Il tutto sarà gestito dalla comunità locale, raccolta appunto nell’associazione MACODEV.

Infine, la missione di Rodolfo si è concentrata sui sistemi solari famigliari, partecipando alle formazioni e al lavoro svolto dal Molo Youths Solar Group. Quest’ultimo è una piccola impresa sociale, nata grazie al progetto, che sarà responsabile di promuovere la vendita di kit solari per l’illuminazione delle abitazioni e la ricarica di cellulari. Alcuni di questi kit sono autoprodotti per adattarsi ad esigenze particolari degli utenti, altri sono forniti da Greenlight Planet e certificati Lighting Global.

 

testando impianto mani tese 2019;
Test impianti fotovoltaici in Kenya.

UN FUTURO PER I GIOVANI DI GABU FRA API E PANNELLI SOLARI

I corsi di formazione di Mani Tese in Guinea-Bissau per favorire l’occupazione giovanile

Orticoltura, apicoltura, medicina tradizionale, ma anche energie rinnovabili: sono solo alcuni fra i corsi di formazione organizzati nella regione di Gabù, in Guinea-Bissau, ai quali hanno partecipato i giovani fra i 15 e i 35 anni. Sono i ragazzi e le ragazze coinvolti nel progetto “Ripartire dai giovani: pro-motori dello sviluppo locale e della migrazione consapevole” (AID011.472), cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e promosso da ACRA e Mani Tese. Tutti ambiti di formazione scelti perché garantiscono impieghi immediati o favoriscono le iniziative imprenditoriali.

Lo scopo? Sensibilizzare le comunità sulle opportunità di lavoro locali, in una regione in cui il tasso di impiego per ragazzi e ragazze fra i 15 e i 35 anni raggiunge appena il 30%, e che molti giovani scelgono di abbandonare. Ma anche permettere alla società civile di colmare, pur parzialmente, il vuoto lasciato dalle istituzioni statali in ambito formativo: i corsi, infatti, sono gestiti da organizzazioni della società civile locale, sotto la supervisione di Mani Tese e del partner di progetto PONGAB.

Così, fra marzo e aprile, ben 80 persone fra i 15 e i 35 anni hanno potuto beneficiare di 160 ore di formazione e migliorare le proprie competenze professionali di base. Successivamente, a maggio e a giugno, sono stati realizzati altri quattro corsi, fra cui uno sulla produzione e il trattamento delle piante, con un focus sulla frutticoltura.

#RipartireRestando